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A chi rivolgersi
I Fisioterapisti

Le istituzioni

La ricerca di punti di riferimento affidabili per la riabilitazione rappresenta un punto cruciale ai fini di un recupero ottimale. Capita frequentemente che chi si imbatte nell'ictus, paziente e familiari, non abbia alcuna esperienza di questa malattia e delle relative problematiche. Mentre per la gestione clinica dell'ictus solitamente si ricevono informazioni sanitarie dall'equipe medica ospedaliera in modo esauriente, più o meno a seconda delle realtà locali, la stessa cosa non avviene per le indicazioni riabilitative. Esse sono spesso standardizzate e superficiali, improntate per lo più sul "sentito dire".

In questi casi sia i medici ospedalieri che i medici di famiglia consigliano istituti, centri, cliniche dalla grande nomea piuttosto che singoli fisioterapisti di comprovata esperienza.

Nella convinzione che l'istituzione sia sempre garante di qualità e professionalità dell'atto e del risultato terapeutico.
In realtà questi, pur essendo enti privati accreditati dal Sistema Sanitario Nazionale ma operando in base alla normativa convenzionata remunerativamente restrittiva non sempre possono garantire, per il tipo di patologia che stiamo trattando, prestazioni specialistiche di alto livello. Non diversamente le strutture pubbliche cosiddette di "eccellenza", tra l’altro ancora poche sull'intero territorio nazionale per soddisfare i bisogni della persona emiplegica.

Il risultato di questa triste realtà è che nella fase post-acuta il paziente, degente in questi istituti per un periodo di circa 2 mesi, riceve un'assistenza riabilitativa di 50 minuti al giorno e non specifica. Proprio quando, invece, dovrebbe essere assistito al massimo sia qualitativamente che quantitativamente perchè è a partire da questa fase che il paziente deve esprimere tutto il suo potenziale residuo.

Le strutture convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale non sempre possono valutare l’efficacia e la congruenza per ogni singolo caso specifico. Senza tener conto poi dell'aspetto organizzativo impostato su precisi organigrammi gerarchici per cui il fisioterapista da attore protagonista del processo riabilitativo diventa mero esecutore di piani di trattamento redatti da i fisiatri, cioè medici specialisti in riabilitazione. Solo recentemente, anche l'Italia si sta adeguando agli altri stati membri della Comunità Europea in tema di autonomia professionale del fisioterapista conferendo a questa figura il diritto di optare per le procedure tecniche ritenute più opportune. 


In quanto, si ricorda, che praticare terapie generiche e non coerenti ad ogni singolo ictus non solo non è utile ma addirittura dannoso in quanto esiste un alto rischio di favorire l'instaurarsi dell' ipertono muscolare. Questo fenomeno se non prevenuto e controllato sin dalla fase acuta e cioè dal momento in cui ricoverate il vostro familiare in queste strutture, può strutturarsi in spasticità, condizione neuromuscolare che crea danni irreversibili ed esiti permanenti come la paralisi.



 

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