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I fisioterapisti
Come in altri percorsi formativi anche in questa disciplina esistono operatori che oggi, grazie alla nuova riforma universitaria, scelgono un determinato indirizzo scientifico. Per esempio ci sono fisioterapisti che si occupano di patologie ortopediche piuttosto che di riabilitazione res piratoria, cardiologica o posturale oppure di riabilitazione neurologica. Questi ultimi in verità sono proporzionalmente pochi rispetto agli altri ed evidentemente non è un caso. I fattori sono diversi e possono essere così sintetizzati:
- La riabilitazione neurologica in generale e quella dell'ictato in particolare, è obiettivamente difficile e come tale più impegnativa tanto che molti colleghi la evitano volentieri perchè considerata "fastidiosa"
- Essa necessita di tempi lunghi per un recupero completo dell'emiplegia stimato intorno a 2-3 anni.
- Lo stress accumulato dal fisioterapista è notevole per la gestione dell'elevate aspettative da parte del paziente e della famiglia
- Motivare costantemente al recupero il paziente ictato per combattere efficacemente la depressione è faticoso
- L'assunzione di responsabilità da parte del fisioterapista è impegnativa inerentemente al buon esito dell'iter terapeutico.
Quindi ricordate che i terapisti formatisi in neuroriabilitazione ed esperti in questo campo sono statisticamente pochi e ciò indubbiamente rappresenta una prima difficoltà sia nell'individuarli che nel reperirli. Un'altra considerazione importante è che, proprio come in altre professioni, oggi più che mai si è orientati alla superspecializzazione.
Facciamo un esempio. Se sfortunatamente sulla neve vi siete procurati la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio dovrete sottoporvi alla ricostruzione chirurgica. Farete un'indagine su quale ortopedico scegliere? E tra un ortopedico che opera di tutto ed un altro che opera solo le ginocchia su chi cadrà la vostra scelta?
Così e' opportuno che anche tra fisioterapisti che si occupano di neuroriabilitazione scegliate chi è esperto di emiplegia. Sicuramente troverete il massimo della competenza e dell'esperienza.
Per tutto quanto detto finora è doveroso sottolineare che ai fini di una corretta ed efficace riabilitazione dell’emiplegico:
è consigliabile rivolgersi si ad un centro ma sapendo bene a quale fisioterapista, a chi, cioè, ha maturato un'esperienza specialistica in questa patologia.
A riprova di ciò racconto un avvenimento realmente accaduto.
Un giovane signore di 37 anni colpito da ictus in seguito a ischemia cerebrale alla dimissione ospedaliera chiede nel reparto di neurologia dove era stato degente a chi rivolgersi per la riabilitazione. Il neurologo che lo ha seguito gli consiglia di affidarsi alla clinica riabilitativa più nota della zona giacchè deve sottoporsi ad una tecnica specialistica da lui prescrittagli. Il paziente confortato dal prezioso consiglio e attenzione nei suoi riguardi si reca immediatamente in questa struttura e quasi subito scopre che non può essere trattato con questa tecnica perchè... non c'è nessun terapista esperto che la pratichi. Probabilmente se questo signore si fosse rivolto ad un addetto ai lavori e non ad un neurologo avrebbe evitato di perder tempo prezioso e avesse ricevuto informazioni più dettagliate. Come solitamente accade in queste strutture, poi, oltre al danno anche la beffa: fu messo precocemente in piedi sviluppando da quel momento una serie di problemi percettivo-motori importanti che a distanza di tempo ancora condizionano pesantemente il suo quotidiano.
Ma d'altronde se dovete sottoporvi ad un intervento chirurgico programmabile cosa fate: vi affidate ad un ospedale rinomato o vi informate sul professionista più competente?
E lo seguite in qualsiasi ospedale o casa di cura egli eserciti per il buon esito dell'intervento?
Allora perchè non fare la stessa cosa in caso di ictus giacchè una riabilitazione fatta male provoca la paralisi?
Infatti mentre il fisioterapista esperto si assume la responsabilità del percorso riabilitativo ogni giorno, non la stessa cosa farà un fisioterapista generico per il quale tutte le patologie sono uguali. In questo modo si rafforzerà il rapporto paziente-fisioterapista, relazione indissolubile alla base della motivazione al recupero. Relazione che non è solo improntata sull'aspetto puramente tecnico ma anche sulle dinamiche psicologiche.
Esiste poi anche un discorso tecnico che va tenuto in considerazione e cioè che ci sono fisioterapisti che credono in determinate metodiche e le "sposano" incondizionatamente in quanto bagaglio della loro formazione di base. E esistono anche fisioterapisti, solitamente appassionati del loro lavoro, che non si fermano ai dogmi ma per loro soddisfazione professionale e per il bene del paziente apprendono tecniche innovative più efficaci.
Anche a costo di mettersi contro la comunità scientifica, il potere sanitario, i colleghi stessi. Ma non se ne curano più di tanto perchè questi al contrario del "sistema" sono per la ricerca e la sperimentazione continua. Se per caso ne incontrate uno di questa razza non esitate un istante: è lui.
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