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La prevenzione post-ictus
E' di particolare importanza l'assistenza precoce del paziente colpito da ictus sin dalla degenza ospedaliera e subito dopo a casa. L'impossibilità a muoversi, da non scambiare per mancanza di volontà, a causa della perdita di forza e sensibilità al lato colpito richiede un'immediata e continua assistenza da parte di un familiare onde prevenire le eventuali complicanze, prima fra tutte le piaghe da decubito. Tale prevenzione comincia da una corretta alimentazione con un apporto equilibrato di proteine, zuccheri e grassi ma poi si basa su un'adeguata igiene soprattutto nella zona genito-peritoneale per evitare fenomeni di macerazione e/o abrasione della pelle. In particolare bisogna evitare posizioni a letto capaci di determinare compressioni sulle scapole, osso sacro, talloni, zone notoriamente più a rischio di sviluppare piaghe.
E' molto utile cambiare frequentemente le posizioni.
Ancora più specifico ai fini riabilitativi è il "Posizionamento del paziente” cioè l'insieme di tutte le posizioni o posture che sono assunte dal capo, dagli arti superiori e inferiori, dal bacino in fase di allettamento. Ciò è di primaria importanza per la prevenzione della comparsa dell'ipertono o del suo contenimento qualora sia già emerso in seguito a mancato controllo.
In linea generale sono assolutamente proibite ipercorrezioni di distretti corporei con ausilii quali:
- TAVOLETTA sotto al piede allo scopo di correggere la caduta del piede in basso
- SPLINT (ortesi) per la mano per contrastare la chiusura delle dita.
L'adozione di questi ausilii favoriscono la comparsa o l'aumento (se già presente) dell' ipertono ai muscoli della gamba e del piede (tricipite surale e flessori delle dita) e a quelli della mano (flessori del polso e delle dita).
Ancora oggi capita in ospedale che possano consigliare di far manipolare una pallina da tennis o similari al vostro familiare con la motivazione di far recuperare l'uso della mano. Questo consiglio si rifà al principio classico della Riabilitazione ortopedica/traumatologica secondo la quale l'allenamento stimola la funzione.
Nel post-ictus in generale, invece, ed in fase acuta in particolare, seguire questo consiglio può scatenare il "grasping -reflex" ovvero riflesso di afferramento e cioè la chiusura forzata della mano: grave impedimento al recupero corretto della mano.
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