|
Pagina 1 di 2
Cosa fare
Se leggete queste righe solo adesso e il personale sanitario ospedaliero e non:
a) ha evitato di consigliarvi il "posizionamento del paziente"
b) vi ha consigliato di mettere presto il familiare in piedi
c) vi accorgete che il paziente ha l'aspetto appena descritto (v. Lo Schema Patologico)
allora dovete cambiare la gestione riabilitativa. Anche a costo di attirarvi le critiche di amici, familiari e personale sanitario: nè va della salute futura del vostro familiare!
Sappiate che in questi casi la situazione motoria è fortemente compromessa dalla marcata rigidità muscolare, dal deficit della sensibilità, dal blocco articolare e dall'intensa depressione.
E ricordate che l'ictus è anche una lotta contro il tempo, il termine ultimo delle possibilità recuperative è circa 9 mesi.
Dopodichè si potranno solo ottenere piccoli miglioramenti ma soprattutto consolidare quanto ottenuto.
Quindi se siamo ad un tempo massimo di circa 9 mesi dall'ictus la paresi potrebbe essere ancora in parte reversibile mentre proseguire sulla strada attuale significa sicuramente infilarsi nel "tunnel" senza uscita della paralisi spastica.
La prima cosa da fare allora è:
- vietare in modo assoluto il carico e spostarsi esclusivamente in sedia a rotelle (v. Il divieto assoluto di
carico).
La seconda è:
- adottare per la prima volta, se non mai fatto, il posizionamento del paziente o correttamente se già fatto (v. Cosa fare in ospedale e a casa).
La terza è:
- sospendere immediatamente il trattamento riabilitativo con il fisioterapista attuale e mettersi alla ricerca di un'esperto. Non esitate anche se si è creato un rapporto familiare con il paziente (v."A chi rivolgersi"). Ora non avete più tempo.
|