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Dalla Paresi si esce
Alcoolizzazione - Tossina Botulinica - Vincoli

Alcoolizzazione + Tossina botulinica+Vincoli

In questi casi, se vi può confortare molto frequenti, l'imperativo metodologico è rilassare la spasticità, l'ipertono muscolare diffuso; non ostinarsi a ricercare a tutti i costi il movimento, in queste condizioni non verrà mai.

Affinchè ciò sia tecnicamente possibile bisogna ripristinare l'equilibrio tra la capacità elastica delle catene muscolari lese e quelle non lese. Salvo valutazione da caso a caso e al solo titolo indicativo si dirà che bisognerà "bonificare" l'ipertono ai muscoli flessori e intrarotatori dove solitamente si localizza nel post-ictus e sciogliere i "blocchi" dovuti alle contratture ai muscoli estensori e adduttori.

Questi ultimi infatti sottoposti a ipersollecitazioni costanti a seguito del carico e della dembulazione non corretti svolgono un'azione sostitutiva dei muscoli che non funzionano e alla fine finiscono per bloccarsi anch' essi. Successivamente, non prima, si potrà 4.jpgoperare con l'obiettivo di ripristinare la sensibilità tattile e cinestesica. Se il paziente non riconosce le sue articolazioni e non recupera la capacità della rappresentazione del movimento non si potrà procedere al recupero della forza. Forza ai muscoli flessori ed estensori in particolare i quali, maggiormente penalizzati dalla forza di gravità, dispongono di minor capacità di movimento.


Fino a quando non sarà possibile realizzare ciò l'ipertono localizzato ai flessori e intrarotatori avrà sempre la meglio sugli estensori a discapito del giusto equilibrio tra muscoli "agonisti" e quelli "antagonisti".

Questo equilibrio è necessario affinchè si liberi il movimento. E' possibile vincere questo meccanismo perverso in questa fase con la rieducazione? Realisticamente no in quanto l'ipertono è già marcato e i danni indotti dal carico precoce e dall' errata riabilitazione sono notevoli. 5.jpg

Personalmente in questi casi propongo di affidarsi con fiducia ad una metodologia sperimentata da anni come l'"Alcoolizzazione" in sinergia con i "Vincoli muscolo-cutanei" che adotto con buoni risultati da tredici anni.

L"alcoolizzazione" praticata dal fisiatra consiste nell'infiltrare nei ventri dei muscoli paralizzati non medicamenti ma alcool puro.

L'alcool procura un effetto immediato di rilassamento sia sui muscoli flessori e intrarotatori colpiti dall'ipertono sia sugli estensori e adduttori contratturati. Ciò di per sè non offre movimento ma crea le condizioni affinchè il fisioterapista possa ricreare il giusto equilibrio neurofisiologico.

E' grazie a questo nuovo equilibrio che l'operatore potrà lavorare con profitto sui muscoli estensori colpiti maggiormente come quelli che, per esempio, fanno tirar sù la mano o il piede. Ma anche sui flessori, come quelli per piegare il ginocchio, che bloccati dall'ipertono lavorano poco e male. Si deve anche precisare che l'effetto dell'alcoolizzazione non dura e dopo qualche giorno svanisce. Pertanto è necessario sottoporre il paziente a più di una somministrazione per distretto muscolare, solitamente 3 ma dipende da caso a caso.

Un aspetto positivo è che si può sottoporre il paziente a questa pratica terapeutica anche a distanza di 1 settimana senza avere alcun effetto collaterale.

La tecnica, poi, dei "Vincoli muscolo-cutanei" da adottare in sinergia garantisce una maggiore decodifica da parte del paziente della capacità di "sentire" i vari distretti muscolari e articolari.

In più i Vincoli offrono consistenti contrazioni muscolari in tempi brevi di 3-4 sedute, contrazioni capaci di sfruttare al massimo la rinnovata disponibilità della muscolatura "alcoolizzata".

Tutto a vantaggio del deficit di forza da recuperare. Inoltre il fisioterapista ha la possibilità di adattare e verificare gli obiettivi terapeutici man mano che i vari blocchi muscolari si liberano di settimana in settimana.

In alternativa all' "alcoolizzazione" alcuni neurologi e fisiatri poco esperti consigliano la somministrazione di "Tossina botulinica", oggi di moda anche nel campo estetico.

Ma è sconsigliata usarla smodatamente negli esiti motori da ictus per 2 ordini di importanti motivi.

- Il primo: metodologico, in quanto una volta somministrata si può ripetere il trattamento non prima di 3 mesi e ciò non è in linea con i pochi mesi a disposizione per i tempi di recupero post-ictus.

- Il secondo: studi clinici americani hanno evidenziato che dopo qualche trattamento l'organismo produce la formazione di anticorpi i quali annullano la capacità decontratturante della tossina stessa.

Ciò nonostante è consigliabile adottare la tossina limitatamente all'arto superiore in quanto studi statistici ne hanno evidenziato una maggiore efficacia in questi distretti rispetto alla somministrazione di alcool.



 

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