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Acoolizzazione Tecnica di riduzione dell' ipertono in muscoli con temporanea perdita dell'elasticità. Si esegue con infiltrazioni di alcool puro nel ventre muscolare dopo valutazione della funzionalità alterata.

E' indispensabile in pazienti con schema motorio patologico.

Aneurisma Sacco formato da una dilatazione della parete di un'arteria o di una vena.

Apprendimento motorio Processo graduale di acquisizioni di singole abilità costituenti prerequisiti di sensibilità, forza e coordinazione per complesse attività funzionali.

Indispensabile se l'obiettivo è ottenere un recupero di qualità.

Carico precoce Mettere in piedi e far camminare il paziente prima del previsto, cioè prima di esserne percettivamente e muscolarmente capace. Determina gravi ripercussioni al Sistema muscolo-scheletrico e predispone a prognosi riabilitativa negativa. Assolutamente da evitare.

Clono Sbattimenti forti, incontrollabili e veloci di un distretto muscolare dovuti a iperattività neurologica di tipo spastico.

Riabilitativamente è indice di quadro motorio compromesso ma regredibile se preso in tempo e aggredito con corretti e intensi interventi terapeutici.


Contrattura Riduzione temporanea dell'elasticità muscolare aggredibile con successo, se lieve, con la riabilitazione. Viceversa: se resistente a tecniche e manovre da risolversi con l'alcoolizzazione.

Danni secondari Dolori muscolari e articolari da contratture e blocchi, lieve spasticità in seguito a scorretta riabilitazione. Sono esiti reversibili.

Danni terziari Retrazioni muscolari, blocchi articolari, artrosi, depressione cronica. Sono esiti irreversibili.

Deficit di forza Muscoli che in seguito alla paresi sono temporaneamente senza forza, forza che è possibile recuperare nell'ictato attraverso tecniche specifiche come i "Vincoli muscolo-cutanei".

Diaschisi Processo biologico messo in atto dal Sistema Nervoso Centrale per favorire la riorganizzazione cerebrale. Corrisponde alla messa a riposo dell' emilato leso che appare completamente flaccido.
In questa fase è assolutamente proibito mettere in carico il paziente.

Embolia Ostruzione improvvisa di un'arteria cerebrale da parte di un coagulo o di materiale estraneo spinto dal flusso ematico in un posto in cui si incunea.

Eminattenzione Riduzione della percezione dello spazio dal lato del corpo colpito.

Emiplegia/Emiparesi Paralisi lieve ed incompleta di un lato del corpo di tipo temporanea e reversibile. A patto che venga eseguita riabilitazione specifica per gli esiti motori da ictus.

Emorragia Fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni cerebrali. E' causa di ictus nel 15% dei casi.

Flaccidità Stato muscolare di marcata e temporanea riduzione del tono muscolare presente nella fase acuta e subacuta post-ictus. Nei quadri ischemici se ben controllata con tecniche riabilitative corrette evolve in normotono altrimenti si struttura in ipertono spastico.

Ictus Attacco cerebrale improvviso solitamente per un danno circolatorio. Se ben controllati i fattori di rischio e' scongiurato il pericolo di recidive e se affrontato correttamente riabilitativamente è possibile ottenere un vero recupero motorio.

Ipertono Aumento del tono muscolare a riposo dei muscoli che sono resistenti allo stiramento passivo. E' la prima emergenza da prevenire e controllare per il buon esito terapeutico, altrimenti e' causa di insorgenza di paralisi.

Ischemia Diminuzione del flusso ematico in una zona del cervello. Rappresenta causa di ictus nell'85% dei casi.

Mobilizzazione Movimento articolare e muscolare eseguito per lo più dal fisioterapista in forma passiva. Può essere anche attiva-assistita o semplicemente attiva se eseguita in forma autonoma dal paziente.

Movimento compensato Movimento eseguito con l'aiuto (parziale o completo) di altri muscoli o dell'emilato sano non deputato a svolgere una determinata azione. Non è obiettivo della corretta riabilitazione ma risponde solo ad esigenze funzionali.

Movimento volontario Anche definito "puro" o "evoluto" è il movimento realmente realizzato dai muscoli deputati a svolgere una determinata azione muscolare. E' l'obiettivo della riabilitazione di qualità per un'adeguata integrazione con l'ambiente attraverso il recupero della funzionalità dell'emilato leso.

Normotono Stato muscolare dal tono giusto del muscolo a riposo. Rappresenta la naturale evoluzione del muscolo flaccido dell'emiplegico da ischemia cerebrale.

Paralisi Incapacità di muoversi in modo corretto, è definitiva e irreversibile in quanto i muscoli sono molto rigidi (spastici). Il movimento che ne deriva è goffo ed impacciato.

Paresi Paralisi lieve ed incompleta di tipo temporanea e reversibile.

Perfetti Metodica rieducativa specifica per l'ictato mirante al controllo dell'ipertono ed al recupero del movimento volontario. Da buoni risultati a patto che ci sia particolare partecipazione del paziente. Non sempre realizzabile.

Plegia v. paresi.

Posizionamento del paziente Insieme di posizioni o posture che devono assumere il capo, il tronco e gli arti del paziente per prevenire la comparsa dell'ipertono. Prioritario per un corretto recupero del movimento volontario.

Recettore cutaneo Terminazione nervosa che raccoglie gli stimoli ambientali e li invia al Sistema Nervoso Centrale per l'elaborazione dei comandi per l'apparato muscolare.

Recupero evoluto Recupero della funzionalità dei muscoli paretici senza l'aiuto della forza dei muscoli sani. E' il recupero tecnicamente corretto.

Recupero funzionale Recupero realizzato con l'aiuto della forza dei muscoli sani senza favorire la comparsa della forza in quelli paretici. Non è il recupero tecnicamente corretto.

Retrazione Riduzione definitiva dell'elasticità muscolare non aggredibile con la riabilitazione se non chirurgicamente.

Sensibilità cinestesica Rappresentazione mentale della sequenza spazio-temporale articolare necessaria per realizzare un determinato movimento. Prerequisito indispensabile per il recupero di qualità.

Spasticità Ipertono diffuso ed irradiato che nell' ictato colpisce tutto l'emilato leso. Si dice di paralisi irreversibile, all'ultimo stadio.

Trombo Aggregazione di piastrine e di fibrina che provoca ostruzione vascolare.

Vincoli muscolo-cutanei Tecnica rieducativa specifica per l'ictato avente come indicazione il recupero della forza nei muscoli paretici. Al momento consente il miglior recupero possibile in termini di qualità e quantità di movimento.

 

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