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- Lo schema patologico
Lo pseudomovimento risultante è solo un "adattamento all'ambiente" e costituisce lo schema patologico da errata riabilitazione: più che camminare il paziente "mal-trattato" si sposterà trascinandosi il lato plegico e facendo perno sul lato sano con modalità solitamente "falciante".
Si tratta in sostanza dell'avanzare con l'arto plegico a mò di falce, invece da dietro-avanti da dietro-laterale-avanti. Il piede sarà cadente e storto (equino-varo-supinato), il ginocchio sarà disteso e mentre avanza scatta all'indietro (recurvatuum), il bacino si solleva (estensione dell'anca) dalla parte colpita per far oscillare passivamente l'arto in avanti.
Il piede può avere anche il "clono" cioè "sbattimenti" forti, veloci e incontrollabili indice di grave iperattività neurologica.
La spalla sarà scesa (ipotonica), il gomito piegato ma potrebbe anche essere completamente esteso, in ogni caso l'arto superiore sempre vicino al corpo, il polso e le dita piegate (flesse). Una variante potrebbe essere la deambulazione "steppante" laddove per appoggiare il piede a terra il paziente flette il ginocchio e appoggia di punta a mò di airone. Oltre alla paralisi saranno presenti dolori articolari e muscolari all'arto sano e plegico, affaticabilità precoce, crescente depressione e a medio-lungo termine comparsa di osteoartrosi diffusa.
Se al 1°, al 2°, al 3°, al 4°, al 5°, 6°,7°, 8° o al massimo 9° mese dall'ictus il vostro familiare presenta questo quadro motorio, incapace com'è di "sentire" una o più articolazioni e/o incapace di muovere i vari muscoli se non in modo goffo, è il momento di fermarvi: se non lo fate rischiate che la paresi si trasformi in paralisi. E a vita.

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